Ricominciare

Ricominciare

Ricominciare è un verbo che si addice a chi nella vita ha deciso di non accontentarsi perché nonostante gli infiniti tentativi ed errori ha avuto la forza (e soprattutto il coraggio) di plasmare nuovamente tutto, ancora una volta…

L’atto di ricominciare è come scorgere uno spiraglio di luce in fondo ad un tunnel buio dove brancolando, abbiamo camminato per giorni.

Ricominciare è respirare ad occhi chiusi e a polmoni aperti una ventata d’aria fresca ed incontaminata dopo 8 ore di estenuante ed assordante lavoro in fabbrica.

Ricominciare è una forma d’amore: verso sè stessi e verso chi ci sta intorno.

Proprio questo verbo nella sua forma infinita ci ha condotti verso il viaggio piu’ estenuante e stressante, ma anche uno dei piu’ importanti fatto finora.

Lacrime sincere ed innocenti versate salutando ancora una volta i nostri vicini, uscendo dallo stretto vialetto che conduce in quella che per piu’ di un anno, è stata casa nostra.

1874 km a bordo di un Renault Kangoo un po’ anzianotto e sul punto di andare in pensione, che per 3 giorni è stato il nostro hotel, un cofano strapieno della qualunque ed il nostro amico a 4 zampe a tenerci compagnia durante questa folle avventura.

La vista di un immenso lago dai colori brillanti è stato cio’ che ha cancellato repentinamente la prima estenuante giornata trascorsa in macchina.

Cena a base di frutta, pernottamento a 4 ruote sotto lo sfondo di un cielo stellato.

La mattina dopo si riparte alla volta del confine con l’Italia e mentre il cielo comincia lentamente a pennellarsi con i suoi azzurri piu’ tenui delle maestose vallate entrano velocemente in scena.

Pedaggio al Traforo del Monte Bianco e ci lasciamo ufficialmente la Francia alle spalle.

Pausa caffè in un autogrill di Torino: è cosi’ strano sentir parlare la gente in italiano; mi scappa quasi un sorriso.

Meravigliata per il prezzo irrisorio pagato per 2 caffè ed un pacco di sigarette, realizzo davvero: siamo in Italia.

Nel primo pomeriggio arrivo nei colli bolognesi, piu’ precisamente nella citta’ di Cesena, ospiti di una mia cara amica che gentilmente ci ha ospitati.

Cena in un ristorante del luogo (non senza aver assaggiato la piadina romagnola) vinello, musica italiana e tante risate.

La mattina seguente si riparte per l’ultima tappa (in macchina) di questo avventuroso viaggio; purtroppo la stanchezza e la trepidazione ci fanno sbagliare strada, cosi’ allunghiamo di alcuni km.

Non mi sembra vero: Il navigatore segna gli ultimi 3 km…Gli ultimi 900 metri…Le ultime curve e finalmente scorgiamo il porto di Salerno; controlli di prassi e siamo pronti ad imbarcarci a bordo di Grimaldi Lines.

Mai prima d’ora avevo viaggiato su una nave degna di tale nome: il personale di bordo, le cabine, gli infiniti corridoi annessi agli infiniti piani (dove perdersi innumerevoli volte) il viavai dei vari addetti a poppa che si accertano che tutto funzioni correttamente mentre tutti i passeggeri dall’alto ammirano questo brulicare di vita.

La pesantezza di una notte semi-insonne trascorsa tra il vento incessante e le innumerevoli zanzare, viene soppiantato dai colori tenui delle prime luci del giorno, chissa’ dove siamo esattamente….

Senza dubbio viaggiare in nave è emozionante, comodo, anche divertente ed estremamente lento…

Finalmente iniziamo a scorgere la punta del monte Etna, fino a diventare via via sempre piu’ nitido e vicino….Dopo qualche minuto, lentamente, attracchiamo al porto di Catania.

Agata

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